Dichiarazione precompilata 2019

Novità Agenzia delle Entrate
Proroga all’8 marzo per gli Amministratori di condominio

Gli amministratori di condominio avranno tempo fino all’8 marzo per effettuare l’invio dei dati per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Lo stabilisce il direttore dell’Agenzia delle Entrate, d’intesa con il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con provvedimento datato 27 febbraio 2019.

La scadenza per la trasmissione era fissata al 28 febbraio 2019.

Gli amministratori di condominio dovranno inviare i dati relativi alle spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuate sulle parti comuni condominiali, nonché i dati relativi all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo delle parti comuni dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Per effettuare la trasmissione gli Amministratori di condominio dovranno utilizzare le nuove specifiche tecniche implementate, a partire da quest’anno, con ulteriori informazioni che consentiranno una compilazione più completa della dichiarazione precompilata.

Provvedimento prot. n. 48597 del 27 febbraio 2019

Agevolazioni e bonus casa 2018

Agevolazioni e bonus casa 2018

Agevolazioni e bonus casa 2018: con la Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) cambia la mappa delle agevolazioni sugli interventi edilizi.

Con questa breve sintesi si riportano le novità apportate dalla Legge di Bilancio 2018 in tema di Bonus casa.
 

  • Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie
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    la Legge di bilancio 2018, confermate le stesse condizioni previste per il passato, ha prorogato al 31 dicembre 2018 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef al 50%, confermando anche il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

    Per gli interventi di ristrutturazione realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta della metà.

    In generale, la detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
     

  • Bonus verde
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    Introdotta solo per il 2018 (salvo proroghe future) è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2018 per i seguenti interventi eseguiti su unità immobiliari a uso abitativo:

     – sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

     – realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

    La detrazione massima è di 1.800 euro per immobile (36% di 5.000).

    Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
     

  • Ecobonus (Risparmio energetico)
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    Prorogato fino al 31 dicembre 2018 con un importo da portare in detrazione che può variare, in base alle caratteristiche dell’intervento, dal 50% al 85% della spesa.

    Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.
     

  • Bonus mobili ed elettrodomestici
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    Riconfermato anche il bonus sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

    Può beneficiare della detrazione Irpef del 50% chi acquista mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) nel 2018 ed ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio 2017.

    La detrazione va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

    Il pagamento va effettuato con bonifico o carta di debito o credito.
     

  • Sisma bonus
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    Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

    La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

    Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

    Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Locazioni: Nuovo modello RLI 2017 Agenzia delle Entrate

    Novità Agenzia delle Entrate

    E’ in vigore da martedì 19 settembre 2017 il nuovo modello denominato Registrazione Locazioni Immobili (RLI) approvato, unitamente alle relative istruzioni, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 112605 del 15.6.2017.

    Questo modello serve per richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate la registrazione dei contratti di locazione di immobili e comunicarne eventuali proroghe, cessioni, risoluzioni o subentri.

    Il modello RLI può essere utilizzato anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto.

    La novità riguarda l’introduzione di ulteriori dati riguardanti le parti e la tipologia del contratto, più il nuovo quadro E che va compilato se nel contratto di locazione è stato previsto, per una o più annualità,
    un canone differente.

    Il modello deve essere presentato per via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti autorizzati alla trasmissione.

    I dati richiesti devono essere forniti obbligatoriamente per poter fruire del servizio di registrazione.

    L’indicazione di dati non veritieri può far incorrere in sanzioni amministrative o, in alcuni casi, penali.

    L’Agenzia delle Entrate e gli intermediari, quest’ultimi per la sola attività di trasmissione, secondo quanto previsto dal D.lgs n. 196/2003, assumono la qualifica di “titolare del trattamento dei dati personali” quando i dati entrano nella loro disponibilità e sotto il loro diretto controllo.

    Nuovo modello RLI 2017 e istruzioni Agenzia delle Entrate:

    Il nuovo modello RLI 2017 è scaricabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate insieme alla istruzioni per la compilazione, le specifiche tecniche ed il nuovo software RLI 2017.

    Seguono gli indirizzi per scaricare gratis il modello e le istruzioni:

    AMAP: Disservizi idrici in alcuni comuni e in alcune zone di Palermo

    AMAP: Interruzione Idrica in Provincia di Palermo

    L’AMAP informa che, da giorno 14/06/2017, a partire dalle ore 8:00 e per le 72 ore successive, verrà interrotto l’approvvigionamento idrico dell’invaso Rosamarina, come richiesto dall’Assessorato Regionale Energie, Acque e Rifiuti, per interventi sull’adduttore omonimo. Pertanto si potrebbero verificare disservizi ai comuni di Villabate, Ficarazzi, Santa Flavia. A causa del fermo dell’adduttore, inoltre si verificheranno disservizi nella fascia pedemontana della città di Palermo, da Villagrazia a Borgo Nuovo e nel circuito Bandita-Favara.

    L’erogazione idrica si normalizzerà nelle 24 ore successive, salvo imprevisti.

    Per qualsiasi informazione si potrà telefonare al numero 091279111 (risponditore automatico) o al numero verde 800-915333 / 800-050911 (esclusivamente da telefono fisso).

    AMAP: Interruzione idrica per interventi alla diga Poma (Partinico)

    AMAP: Interruzione Idrica in Provincia di Palermo

    L’AMAP informa che, per interventi di manutenzione straordinaria sull’adduttore principale a valle della diga Poma da parte dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, dalle ore 07:00 di martedì 02/05/2017 e per le successive 48 ore verrà interrotta l’erogazione ai comuni Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Terrasini, Balestrate, Trappeto, Aeroporto Falcone-Borsellino, inoltre si potranno verificare disservizi all’erogazione idrica nella zona Nord e nella fascia Pedemontana della città di Palermo.

    L’erogazione idrica nella città di Palermo si normalizzerà nelle successive 24 ore, mentre nei comuni sopra elencati l’erogazione potrebbe normalizzarsi nelle 72 ore successive.

    Per qualsiasi informazione si può telefonare allo 091279111 (risponditore automatico) o al numero verde 800-915333 / 800-050911 (esclusivamente da telefono fisso).

    AMAP: Interruzione idrica per lavori di manutenzione adduttore Risalaimi

    AMAP: Interruzione Idrica in Provincia di Palermo

    L’AMAP informa che, per lavori urgenti di manutenzione all’adduttore Risalaimi, dalle ore 8:00 di martedì 7 fino alle ore 20:00 di mercoledì 8 marzo 2017 sarà sospesa l’erogazione idrica nelle zone: Borgo Nuovo, Cep, Villagrazia alta, Boccadifalco-Baida, Villatasca, Carcere Pagliarelli, Galletti-Villabate e Centro Commerciale Forum.

    Inoltre saranno interessati alla sospensione anche i comuni Villabate, Ficarazzi, Bagheria, Santa Flavia, Bolognetta e Marineo.

    L’erogazione idrica sarà riattivata subito dopo la fine dell’intervento e si normalizzerà nelle successive 24 ore, salvo imprevisti.

    Per qualsiasi informazione si potrà telefonare al numero 091279111 (risponditore automatico) o al numero verde 800-915333 / 800-050911 (esclusivamente da telefono fisso).

    Contabilità in disordine, il compenso all’amministratore non spetta

    Contabilità in disordine, il compenso all'amministratore non spetta

    La prova del compenso dell’amministratore deve essere fornita anche mediante l’esibizione della contabilità condominiale.

    La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 3892 del 14 febbraio 2017, puntualizza alcuni principi in materia di amministrazione condominiale e di retribuzione dell’amministratore di condominio.

    In particolare sottolinea che la contabilità condominiale deve essere tenuta in modo preciso e regolare.

     

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    Suprema Corte di Cassazione

    sezione II civile

    sentenza 14 febbraio 2017, n. 3892

     

    Esposizione del fatto

    L’ing. T.S. propone ricorso per cassazione, articolato in quattro motivi, nei confronti del condominio “(omissis)” di Roma, avverso la sentenza n. 4499/2011 della Corte d’Appello di Roma, pubblicata il 26 ottobre 2011, con la quale in riforma della sentenza di primo grado, sono state respinte le contrapposte domande di condanna ed interamente compensate le spese di lite tra le parti.

    La Corte, per quanto qui ancora interessa, avuto riguardo alla reiezione della domanda, avanzata dal ricorrente in qualità di amministratore del condominio su menzionato, di pagamento del proprio compenso, ha affermato che dalla espletata ctu era risultata la mancanza di un giornale di contabilità che avesse registrato cronologicamente le operazioni riguardanti il condominio, consentendo in modo puntuale la verifica dei documenti giustificativi, onde non era possibile ricostruire l’andamento delle uscite e dei pagamenti effettuati, per fatto imputabile all’amministratore, tra i cui doveri rientrava quello di corretta tenuta della contabilità.

    La Corte concludeva dunque che la mancata prova del pagamento del compenso dell’amministratore, derivante dalla mancanza di una regolare tenuta della contabilità, imputabile a quest’ultimo, non poteva pregiudicare le ragioni del condominio.
    Il condominio resiste con contro ricorso.

    Considerato in diritto

    Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denunzia la contraddittorietà ed insufficienza della motivazione in relazione all’art. 360 n. 5) codice di rito, censurando la sentenza impugnata per aver erroneamente ritenuto che la mancata prova del proprio compenso derivasse dall’omessa redazione dei rendiconti da parte dello stesso ricorrente, deducendo di aver depositato agli atti di causa, seppur tardivamente, tutta la documentazione contabile, compreso il giornale di cassa completo.

    Con il secondo motivo si denunzia carenza motivazionale ex art. 360 n. 5) cpc per l’omessa valutazione, nella sentenza impugnata, della mancata contestazione da parte del Condominio dell’esistenza del debito nei confronti dell’amministratore, nonché delle risultanze delle due consulenze tecniche espletate nel giudizio di primo grado, che avevano rilevato l’esistenza di un credito del T. di Lire 16.348.432.

    Con il terzo motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. in relazione all’art. 360 n.3) codice di rito, per aver omesso di rilevare che, a fronte della prova, fornita dall’amministratore, della fonte del proprio credito, il condominio non aveva adempiuto all’onere di provare il fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’adempimento.

    Con il quarto motivo, si denunzia la violazione di legge in relazione alla data di decorrenza degli interessi legali per il proprio credito, nonché ai criteri di regolazione delle spese di lite.

    In Diritto

    I primi tre motivi, che, in quanto connessi, vanno unitariamente esaminati, sono destituiti di fondamento.

    La Corte d’appello ha infatti ritenuto con valutazione di merito che, in quanto logicamente argomentata non è sindacabile nel presente giudizio, che non fosse stata raggiunta la prova del credito relativo al proprio compenso vantato dall’amministratore del condominio.

    In particolare, non è controversa la mancanza di una contabilità regolare che registrasse cronologicamente le operazioni riguardanti la vita del condominio e che quindi consentisse la verifica dei documenti e dunque la giustificazione delle entrate ed uscite della gestione dell’ente condominiale, né risulta che sia mai stata adottata, negli anni in contestazione, la delibera di approvazione del rendiconto dell’amministratore da parte dell’assemblea dei condomini ex art. 1130 c.c..

    La contabilità presentata dall’amministratore del condominio, seppure non dev’essere redatta con forme rigorose, analoghe a quelle prescritte per i bilanci delle società, deve però essere idonea a rendere intellegibili ai condomini le voci di entrata e di uscita, con le relative quote di ripartizione, e cioè tale da fornire la prova, attraverso i corrispondenti documenti giustificativi dell’entità e causale degli esborsi fatti, e di tutti gli elementi di fatto che consentono di individuare e vagliare le modalità con cui l’incarico è stato eseguito, nonché di stabilire se l’operato di chi rende il conto sia uniformato a criteri di buona amministrazione (Cass. 9099/2000 e 1405/2007).

    In assenza di tale adempimento, il credito dell’amministratore non può ritenersi provato.

    Nell’ipotesi di mandato oneroso, infatti, il diritto del mandatario al compenso ed al rimborso delle anticipazioni e spese sostenute è condizionato alla presentazione al mandante del rendiconto del proprio operato, che deve necessariamente comprendere la specificazione dei dati contabili delle entrate, delle uscite e del saldo finale (Cass. 3596/1990).

    Ed invero, solo la deliberazione dell’assemblea di condominio che procede all’approvazione del rendiconto consuntivo emesso dall’amministratore ha valore di riconoscimento di debito in relazione alle poste passive specificamente indicate (Cass. 10153/2011), così come dalla delibera dell’assemblea condominiale di approvazione del rendiconto devono risultare le somme anticipate dall’amministratore nell’interesse del condominio (Cass. 1286/1997) non potendo in caso contrario ritenersi provato il relativo credito.

    Attesa dunque la situazione di mancanza di una contabilità regolare e della stessa predisposizione ed approvazione del rendiconto annuale di gestione dell’amministratore, la ricostruzione ex post da parte del Ctu, sulla base di una verifica documentale a campione, non appare idonea a fondare la prova del credito del ricorrente, che può essere desunta in modo attendibile dalla sola determinazione dell’ammontare complessivo dei versamenti effettuati dai condomini e dalle uscite per spese condominiali, con relativi documenti giustificativi.

    Va altresì respinta la dedotta violazione del principio di non contestazione, denunziata dal ricorrente, in quanto la mancata riproduzione o richiamo specifico agli atti difensivi della controparte nel giudizio di primo grado, in ossequio alla c.d. autosufficienza del ricorso, non consente a questa Corte di valutare, nei suoi esatti termini, il dedotto comportamento di non contestazione del condominio, che nel caso di specie risulta contraddetto dallo stesso tenore della domanda introduttiva del presente giudizio (restituzione da parte dell’amministratore del saldo della cassa condominiale).

    Non è inoltre pertinente il riferimento del ricorrente al principio secondo il quale, in sede di responsabilità contrattuale, il creditore deve soltanto provare la fonte dell’obbligazione, limitandosi ad allegare l’inadempimento della controparte, atteso che in materia di condominio, sulla base della disposizione dell’art. 1130 c.c., il credito dell’amministratore, come del resto ogni posta passiva, deve risultare dal rendiconto (redatto secondo il principio della specificità delle partite ex artt. 263 e 264 cpc) approvato dall’assemblea, sulla base di una regolare tenuta della contabilità, sì da rendere intellegibili ai condomini le voci di entrata e di spesa e di valutare in modo consapevole l’operato dell’amministratore.

    La reiezione dei primi tre motivi assorbe il quarto.

    Il ricorso va dunque respinto ed il ricorrente va condannato alla refusione delle spese del presente giudizio, che si liquidano come da dispositivo.

    P.Q.M.

    Respinge il ricorso.

    Condanna il ricorrente alla refusione delle spese del presente giudizio, che liquida in 2.400,00 Euro, di cui 200,00 Euro per rimborso spese vive, oltre a rimborso forfettario spese generali in misura del 15% ed accessori di legge

    Corte di Cassazione – copia non ufficiale prelevata dal sito www.studiopampalone.com

    C’è tempo fino al 7 marzo per le comunicazioni degli amministratori di condominio

    Novità Agenzia delle Entrate

    Per quest’anno, gli amministratori di condominio possono effettuare l’invio dei dati relativi alle spese
    di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni fino al 7 marzo 2017.

    A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa del 21 febbraio 2017, in cui viene ufficializzata la proroga al 7 marzo 2017 per gli amministratori di condominio tenuti ad effettuare la suddetta comunicazione.

    La scelta della nuova data è stata resa necessaria per venire incontro alle esigenze rappresentate dagli amministratori, senza comunque compromettere la tempistica per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

    L’obbligo di comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata è disciplinato dall’articolo 2 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 1° dicembre 2016 e pertanto tutti gli amministratori di condominio dovranno adempiere all’obbligo di inviare, in modalità telematica, il dettaglio delle spese sostenute da ogni singolo condomino.

    La comunicazione delle spese di ristrutturazione va effettuata utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline, in relazione ai requisiti posseduti dagli amministratori di condominio ovvero dagli intermediari abilitati, ed il software di controllo e di predisposizione dei file messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate.

     

    AMAP: Revoca interruzione idrica, lavori di manutenzione adduttore Jato

    AMAP: Revoca interruzione idrica

    L’Amap informa che, l’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, ha comunicato che, l’intervento sull’adduttore principale a valle della diga Poma, programmato a partire dal giorno 21/02/2017, è stato procrastinato a data da destinarsi.

    Pertanto, l’Amap non sospenderà le consegne idro-potabili ai comuni di: Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Terrasini, Balestrate, Trappeto e l’aeroporto Falcone-Borsellino, come comunicato in precedenza.

    Per qualsiasi informazione si potrà telefonare al numero 091279111 (risponditore automatico) o al numero verde 800-915333 / 800-050911 (esclusivamente da telefono fisso).

    Dal 2018 colonnine elettriche obbligatorie anche nei condomini

    Dal 2018 colonnine elettriche obbligatorie anche nei condomini

    Lo prevede il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n.257 attuativo della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di infrastrutture dedicate ai combustibili alternativi.

    Il presente decreto, al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti, stabilisce l’installazione di colonnine nelle città metropolitane, nelle aree urbane e sulle strada extraurbane, statali e autostrade.

    L’art. 15, inoltre, prevede l’obbligo della predisposizione per installare i punti di ricarica anche nei condomini di nuova costruzione ai fini del rilascio del permesso di costruire.

    L’obbligo riguarda gli stabili residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, quelli ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e quelli esistenti appartenenti alle due categorie e soggetti a ristrutturazione di primo livello.

    Il numero di postazioni di ricarica stabilito è pari ad almeno il 20% dei posti auto totali presenti per i condomini ed eguale ai parcheggi disponibili per gli altri edifici.

    Le norme obbligano altresì i comuni ad adeguare il regolamento edilizio entro il 31 dicembre 2017 per rendere effettivo l’obbligo di predisporre i punti di ricarica nei nuovi edifici a partire dal 2018.

    Riferimenti normativi:
    Dlgs 16 dicembre 2016, n. 257 – Combustibili alternativi.